Il Laboratorio

Il Laboratorio La Nave dei Folli si svilupperà su diversi piani del linguaggio artistico attraverso tre fondamentali attività:

– Laboratorio di progettazione e costruzione della Nave dei Folli

– Laboratorio di scrittura: lettere e messaggi dal Mondo sommerso degli OPG

– Laboratorio di fotografia: immagini dal Mondo sommerso degli OPG

IL LABORATORIO DI PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE DELLA NAVE

Il Laboratorio di progettazione e costruzione della Nave dei Folli, condotta dal designerAlessandro Guerriero, con la collaborazione della designer Angela Rui, dalla performer Emirjana Bici, e di Anna Serena Vitale, designer e fotographer, ha come obbiettivo la costruzione di una vera e propria nave simbolo della lotta per la chiusura degli OPG. L’attività di progettazione costruzione della Nave dei Folli, sarà il frutto di una collaborazione tra artisti, persone recluse e personale interno dei 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari italiani.

La prima fase del laboratorio prevede un workshop condotto da Alessandro Guerriero, Emirjana Bici, Angela Rui, Elisa Roson, Iris Caffelli Anna Serena Vitale rivolto agli studenti della Naba e che ha lo scopo di strutturare un Magazine on line, Elogio della Follia, che veicolerà, con cadenza appropriata il progetto in tutte le sue fasi.

La seconda fase del laboratorio coinvolge sette grandi designer di fama internazionale invitati a ideare e progettare una nave che vedrà la sua realizzazione nella successiva fase del laboratorio. Uno solo dei sette progetti verrà realizzato. Gli altri sei verranno messi all’asta in un evento che coinvolgerà pubblico, addetti ai lavori e stampa.

L’ultima fase del laboratorio si concentrerà sulla costruzione della Nave, simbolo del percorso verso la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. La formula del Labortorio di progettazione e costruzione della Nave, più volte sperimentata da Alessandro Guerriero, coniuga l’attività di artisti internazionali e la creatività delle persone recluse, attraverso eventi e momenti di aggregazione nei quali il tema della salute mentale e dell’Arte trovano spazio nel quotidiano del pubblico che vi assiste.

Dove ci sarà la Nave dei Folli, lì ci sarà un dibattito aperto, una mostra, unospettacolo, un evento artistico nel quale al centro si porrà il tema della folliareclusa, per individuare soluzioni, segnare percorsi, ottenere conoscenza.

IL LABORATORIO DI SCRITTURA

lettere e messaggi dal Mondo sommerso degli OPG. Il Laboratorio di scrittura, che si sviluppa parallelamente alla progettazione e costruzione della Nave dei Folli, si occuperà della ristoricizzazione del vissuto degli internati.

L’Istituzione OPG, così come fu per l’Istituzione manicomiale, è caratterizzata dalla impossibilità di chi vi è rinchiuso di pensare alla propria esistenza come ad una “vita” a tutti gli effetti.

Un’impossibilità legata all’assenza di un termine pena, di una diagnosi di guarigione, a cui il futuro è appeso. Le vite di questi uomini, quando si chiudono le sbarre del manicomio giudiziario, diventano “casi”.

Casi giudiziari e contemporaneamente clinici, esistenze annotate nelle poche righe di una cartella clinica, pagine nelle quali l’identità, il nome, si trasforma in patologia, in marchio, in colpa. Il laboratorio condotto dalla drammaturga Federica Di Rosa e dalla regista Elisa Roson, ha come obbiettivo la scrittura di queste storie, delle vite diquesta umanità dimenticata e colpevole senza diritto di giudizio. Le storie saranno ripercorse dalla memoria e annotate, scritte, raccontate. E assieme alle storie, la Nave dei Folli si farà carico di messaggi, sogni, richieste, obiettivi, parole da recapitare ad una persona amata, alle istituzioni, alla gente che vive oltre le mura.

LABORATORIO DI FOTOGRAFIA

Immagini dal Mondo sommerso degli OPG. Spesso la Fotografia è stata un occhio attento, uno sguardo all’interno di luoghi di reclusione, di contenzione, uno sguardo che ha saputodenunciare condizioni disumane di vita.

Antonella Pizzamiglio è stata uno di questi sguardi: negli anni ’90, con un reportage, rimasto per molti anni segreto, ha denunciato insieme a Franco Rotelli gli orrori del manicomio greco di Leros.

Grazie a quel reportage, che solo ora a distanza di molti anni è una straordinaria mostra, ha contribuito alla chiusura di quel luogo considerato tra i più infami e sconcertanti della storia.

Il Laboratorio di Fotografia della Nave dei Folli, è un progetto che , condotto da Antonella insieme alle persone recluse in OPG, vuole consegnare la macchina fotografica a coloro che sono sempre stati oggetto, contenuto delle immagini.

Questo laboratorio, invece, li vuole “soggetti” attivi, li vuole coinvolti in processo artistico nel quale lo sguardo sulla realtà sia lil contenuto del percorso. L’obbiettivo è la costruzione di una mostra dove tutti questi sguardi convergano a comporre un’immagine: la visione del sommerso Mondo dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario visto in ogni istante degli infiniti giorni sospesi, vissuto centimetro per centimetro,percorso con lo “sguardo chiuso” fino all’orizzonte della porta e ritorno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...