PROLOGO: CANTO ALLA NAVE FOLLE DI LONTANANZA

TITI:
Dormi, ora dormi dormi Nave.
L’ancora ha sospeso il tuo cammino Nell’acqua che non è più terra o mare Immobile si mostra il tuo destino. Dormi, sì, dormi dormi Nave.
Il sale già ti ha consumato il legno
Il vento ti continua a lacerare
Della tua sagoma, ho perduto il segno.
E il sonno tuo ha il rumore della sera Quando la città continua a camminare Come un ubriaco in mezzo alla via
Che andar non sa e non può più tornare. Parla mia bella Nave, parla,
mia Nave amara
Tu che di andar per mare più non speri Lascia a queste onde raccontare
Del tuo naufragio senza naufragare.
Un suono di legno e corda riempie la sala. Luce. Azione.

 

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